Cose da sapere sul 4G/LTE

Si trova molto in rete quindi provero’ a sintetizzare il tutto.

LTE (Long Term Evolution)/4G (sigla commerciale x intendere comunicazione dati più veloce del 3G) vanno di moda. Ma l’importante e’ capire come dai nostri gestori sono state implementate sul territorio per meglio capire se ,a conti fatti, possiamo avere dei miglioramenti o se e’ solo fumo negli occhi.

Ci vuole una piccola premessa tecnica sulla quale vorrei essere breve e far capire.

I nostri cellulari/smartphone sono dei ricetrasmettitori radio ne consegue che il loro funzionamento e’ legato ai meccanismi della fisica che regolano la propagazione delle onde radio.

In Italia i vincitori del bando per allocazione frequenze 4G hanno acquistato licenze sulle bande 800Mhz, 1800Mhz, 2600Mhz. Prendiamoli come numeri all’utente finale poco importa.

Ma e’ importante sapere che più alta e’ la frequenza più la stessa e’ meno penetrante e inficiata da ostacoli naturali ed artificiali (palazzi, strutture, colline, montagne, etc.) di conseguenza le famose “celle” diventano in copertura e quindi in numero di utenti, più piccole all’aumentare della frequenza e più soggette a peggiore copertura indoor cioe’ al chiuso.

In soldoni significa che una connessione 4G a 2600Mhz potrà avere un numero inferiore di utenze contemporanee che dividono la capacità di banda del nodo ergo maggiore velocità ma per pochi eletti. Microcelle o celle a copertura iperveloce e solo nei grandi centri ed in centro proprio dove gli operatori sanno esistere un’utenza business che cerca performance.

Tralascio volutamente il fatto che gli operatori possono aggregare diverse bande a diverse frequenze per mediare velocità/utenti ma nella pratica e’ probabile che in centro a Milano all’aperto si raggiungano col nostro smartphone velocità ben superiori ai 100mbps reali o comunque vicine.

L’uso della banda a 1800Mhz risulta migliore per la copertura outdoor ed indoor nei grandi/medi centri ed e’ la più usata da tutti i gestori. Ovviamente in base a quanto spiegato sopra questa banda coprirà un’aerea più vasta, un numero maggiore di utenti e quindi nell’utilizzo in contemporanea la velocità reale sarà inferiore anche se di non molto.

800Mhz banda 20, copertura ottima, cella larga. In soldoni molto penetrante ma molto ampia quindi maggiore area coperta e maggior numero di utenti contemporanei pero’..e qui arriva il pero’ non e’ difficile avere 3/4 tacche anche dentro casa. Ovvio per le considerazioni di qui sopra e per altri parametri tecnici che richiederebbero troppo approfondimento, la velocità reale anche a cella non intasata sarà simile ad un buon segnale 3G ma comunque nell’ordine dei 30mbps in download e circa poco meno di 10 in upload. Velocità che per l’utilizzo in “mobile” e’ fin sopra le aspettative.

Arriviamo al punto. Ad oggi gli 800Mhz sono usati da TIM e VODAFONE, WIND3 ha licenza (avendo acquisito Wind che deteneva lotti di frequenze a 800Mhz) ma non ha di fatto sviluppato nulla in 4G (Wind ad 800Mhz 4G e’ miraggio, 3 non ha gli 800Mhz da licenza).

Cosa succede quindi? Gli operatori innovativi riescono a dare buone performance al centro delle grandi città usando i 1800/2600 ma chi vive anche a pochi km dal centro non riceverà segnali a 2600 ed i 1800 saranno comunque poco adatti all’utilizzo dentro casa.

Gli 800Mhz invece funzioneranno anche se , per quanto sopra , a velocità ridotta visto copertura e utenti contemporanei.

Ora scegliete bene il gestore in base alle vostre necessità. Se avete l’ufficio in centro città probabilmente tutti i gestori si equivarranno usando i 1800/2600 ma se vi allontanate allora gli 800mhz 4G possono fare la differenza nelle periferie o nei piccoli centri.

In casa mia a 3 piano a 8 km da Milano centro e 4 dal quartier generale di WindTre la coperture LTE e’ quasi assente ..punte di 1/2 tacche quando vuole la metereologia, velocità provate al pari o peggio del 3G. Stessa configurazione TIM in 4G a 800Mhz arriva alle famose 3/4 tacche assicurando un download mai inferiore a 30mbps.

Vodafone probabilmente ancora meglio.

Spero di aver almeno spinto i lettori a valutare il tutto prima di spendere per pacchetti e connessioni che magari, ove serve, sono molto poco performanti.