Il senso di dissentire o semplicemente di esprimere liberamente la propria opinione…

Cominciamo dalla fine: quanto a titolo …non esiste più o meglio se lo fai sei messo alla gogna.

Andiamo all’inizio. Io credo che siamo tutti persone pensanti, tutti è un’eufemismo, ma spero che almeno li siano in tanti.

La gente parla,scrive,chatta insomma comunica e fino a qui è normalissimo ed è quello che ci rende umani.

Ma ultimamente noto in tutti i posti reali o virtuali di aggregazione o pseudo tale che si è letteralmente perso il senso reale di quello che la parola dialogo o confronto significhi.

Santo non sono e non voglio neanche far retorica sui comportamenti , biasimabili, che evidenzierò e dal quale non è immune in alcune situazioni neanche il sottoscritto.

Se dovessi scrivere tutto ci vorrebbero anni e si sfocerebbe, benevolmente, nella filosofia ma non sono un filosofo quindi provo ad andare al nocciolo di quanto mi sta passando per la testolina (ina ina) 🙂

Dialogo dovrebbe essere uno scambio fra 2 o più persone di idee, ideologie, conoscenze, esperienze. Dovrebbe essere condivisione, confronto finalizzato ad un’accrescimento culturale di tutti i partecipanti.

Io dico la mia, tu ascolti e magari immagazzini qualcosa dal mio dire ed idem faccio io.

Correggetemi se sbaglio ma mi hanno sempre insegnato che così dovrebbe essere.

Oggi tutto questo io non lo noto più. I dialoghi spesso sono diventati monologhi al solo fine di ostentare le proprie idee, esperienze conoscenze.

In questo scenario non esiste un “dialogo” ma solo qualcuno che se la canta e se la suona (come si suol dire) fregandosene di chi ascolta. Spesso non necessità (il soggetto indicato) di ascoltare risposte perchè non interloquisce ma semplicemente si pavoneggia.

Chi è furbo lo lascia parlare senza neanche rispondere perchè capisce che l’interlocutore non è interessato ad un confronto ma semplicemente a dire la sua. Questo non è dialogo.

Lo scenario numero due è ancora più esacerbante. In troppi ormai pensano che dialogare sia solo ed esclusivamente un modo per convincere il prossimo delle proprie idee e lo fanno a spada tratta, in modo palese, senza se e ma: E’ come dico io, io ho ragione, convincitene.

Inutile controbattere parlando dei propri punti di vista, no per chi pensa di dialogare non ci sarà alcuna singola parola dell’altro interlocutore che gli darà almeno spunto di riflessione su quello che sta dicendo. No!

Il dialogo dovrebbe essere una strada a doppio senso o a più corsie ma nello scenario citato diventa semplicemente una strada a senso unico ove ognuno preme l’acceleratore e va dritto. Verso dove? A capirlo.

Questo comporta che è finito il periodo nel quale io dico la mia, tu la tua ed educatamente ognuno impara dal prossimo e rivede eventualmente la sua idea o meglio la smussa, la modifica, la corregge se il caso.

Dialogare, confrontarsi dovrebbe essere costruttivo per tutti i partcipanti. Perchè tutti abbiamo da dire ma anche da ascoltare, abbiamo da insegnare ma sopratutto da imparare dalle altrui idee ed esperienze.

Nello scenario “a senso unico” appena descritto quindi soventemente capita che si litiga.

E’ come se chi grida parli ad un sordo che guardando il movimento delle labbra ma non sentendo nulla ipotizza e risponde gridando al corrispondente che di suo è sordo e quindi non ascolterà nulla 🙂

Ovviamente è una metafora, non parlavo di persone con reali problemi di udito ma mi riferivo al vecchio detto che dice “il vero sordo è chi non vuol sentire”.

In questo contesto allora si delineano una serie di “contromisure” che vanno dall’immotivata antipatia, alle offese, etc.

In due parole: chi non è con me è contro di me.

Dovremmo invece essere tutti (mi ci metto in primis) più umili ed ascoltare quello che il prossimo dice o scrive. Tutti e sempre da 0 a 100 anni abbiamo da imparare.

Non bisogna mai abbandonare le proprie idee e convinzioni ma bisognerebbe essere aperti a punti di vista diversi che potrebbero se vogliamo modificare parzialmente i nostri punti di vista e/o convinzioni.

Parlare, dialogare serve a questo. Iperbolizzando il tutto se il dialogo, oggi, è come descritto da uno scenario che sembra apocalittico ma è reale…beh allora non ha più senso parlare e sarebbe meglio per molte persone stare in religioso silenzio.

Solo spunto di riflessione,

Abbracci,

Pietro.