Il problema (non problema) dei migranti

Tema caldo, complicato, controverso che da anni impatta animi e nazioni intere in primis L’Italia.

Come approcciarlo senza politicizzare il tutto? Semplicemente riflettendo da cittadino, da chi legge i giornali di ogni tipo, da chi certe cose le ha anche viste di presenza, da uomo della strada.

Ovviamente è il mio punto di vista potrebbero, anzi sicuramente, esserci persone che non saranno d’accordo a quanto scrivo o che penseranno che “fanatizzo” per una fazione o l’altra. Non è così ma non posso cambiare quello che la gente penserà in base al mio dire.

Migrare vuol dire muoversi da un posto all’altro, semplicissima definizione. Ma dobbiamo capire il perchè la gente lascia la propria città, la propria nazione per andare altrove.

Ora a me piacerebbe che mettendo da parte il buonismo, si dicano le cose per come stanno perchè sotto il cappello di migranti, per semplificare le cose ci sono fondamentalmente due categorie di persone che si muovono.

La prima categoria che si definisce “migrante” sono i profughi. Questi sono quelle persone che per motivi di guerra,religione,opinioni politiche,razza,orientamento sessuale vengono perseguitate nei propri paesi di origine e che quindi scappano perchè in pericolo di vita o di prigione per motivi disumani.

Queste persone, disperate, fanno lunghi percorsi per scappare da chi li perseguita e trovare posti ove la loro vita non sia in pericolo anche se questo comporta lasciarsi una vita,una,casa,amici,parenti alle spalle.

A queste persone va data tutta l’assistenza necessaria. Dovrebbero almeno avere un passaporto o documento che dimostri la loro identità ed il paese di provenienza dal quale scappano per i motivi di cui sopra.

Se in questa situazione si richiede asilo politico in modo totalmente legale. Avrà tempi lunghi ma si dimostra la realtà dei fatti e la buonafede.

La categoria due sono i migranti per motivi economici. Gente che non scappa da guerre, che non e’ perseguitata ma che (direi giustamente) cerca una vita migliore di quella che hanno lasciato sia a livello economico che sociale.

Cominciano quindi a sorgere dubbi,domande,paradossi ed ossimori.

Andiamo con calma. Il filippino, la persona del Bangladesh, l’Indiano non sono perseguitati sono semplicemente poveri alla ricerca di una vita migliore in Europa (negli USA il tutto e’ diverso) ma io mi chiedo se sei povero come fai ad attraversare Asia,Africa,rotte balcaniche o pagare gli scafisti per arrivare a Lampedusa o in Grecia?

Qualcosa già non torna. Sono viaggi lunghi, pericolosi e costosi.

Non sono scafista, ne criminale ma penso che clandestinamente un viaggio di quel tipo non costi meno di 10.000 Euro. Insomma a piedi dall’India non arrivi a Lampedusa, si deve mangiare, alloggiare..ok dormi per strada, trovare passaggi, prendere bus, insomma nessuno fa nulla a gratis.

Ma se ti muovi solo per lavoro non è più facile farti un volo sola andata verso Roma con regolare passaporto,come turista e poi sparire? Non e’ incitazione all’irregolarità ma riflessione.

Invece no. migliaia di euro spesi per un lungo e pericoloso viaggio per approdare da clandestini senza identità pero’ si con lo smartphone da 800 euro all’ultimo grido. Dico mah che sfortuna lo smartphone non cade a mare ma il passaporto si?

Alcuni leggevo addirittura arrivati con valigie a farsi i selfie e via dicendo ovviamente senza documenti. Non vi sembra che qualcosa non quadra?

Piccolo passo indietro. Con 10.000 euro in India,Bangladesh ci vivi almeno 20 anni visto il costo della vita paragonato a quello europeo. Mhhh seconda cosa che non quadra o meglio su questo una spiegazione la ho ma la scrivo dopo.

Altro punto le famose ONG e le loro navi. Dico io non sono barche a vela, vanno con carburante, hanno equipaggio che almeno deve vestirsi,mangiare, etc. e che sicuramente non gira il mediterraneo senza un salario.

Chi li paga a questi marinai, ufficiali, capitani? Fanno tutto a gratis? Non penso proprio.

Stranamente non girano a vuoto ma sanno dove troveranno i “migranti” sul gommone, chi li informa?

Queste navi ONG poi virano verso l’Italia tranquille che nessuno farà nulla per fermarli. Ricordiamoci la signorina Karola che forza il blocco navale, sperona una motovedetta italiana, approda e viene dopo qualche mese vista come eroina mondiale. Beh proviamo noi civili a forzare un posto di blocco, ci sparano addosso o ci buttano in cella.

Bene i migranti (clandestini) arrivano in Italia vengono stipati nei primi centri di accoglienza dove giustamente e caritevolmente gli si da dove dormire, qualcosa da mangiare, acqua, docce. Giustissimo ci mancherebbe altro.

E dopo?

Non essendo galere prima o poi dovranno uscire dai centri di accoglienza o spostati in altri a tutte spese della comunità. Molti scappano per fare cosa? Facile da immaginare ma non lo scrivo.

Lasciando stare quelli che bivaccheranno per strada, sotto i ponti, chiederanno elemosina, delinqueranno ci sono molti che sono personcine oneste ma essendo di fatto clandestini non possono ne risiedere ne lavorare nel rispetto delle leggi italiane.

Quindi solo per esempio. Raccolta pomodori in nero, con turni massacranti, senza indennità per infortuni sul lavoro, senza contributi pensionistici, stipati in dormitori che le camerate delle caserme in paragone sono grand hotel, con stipendi miseri.

E qui la cosa si comincia un poco a capire. Un’italiano non lavorerebbe in quelle condizioni pretenderebbe almeno contributi, assicurazione INAIL per infortuni, messa in regola il che porterebbe l’ipotetico datore di lavoro a tracciare tutto e pagare secondo i minimi sindacali previsti dal settore agricolo. Ahhh mettici la malattia pagata se il poveraccio si ammala.

Dovendoci mettere ovviamente denaro il costo di vendita all’ingrosso del pomodoro se fosse raccolto da un’italiano sarebbe almeno 10 volte superiore il che significa che il costo al supermercato sarebbe 20 volte superiore a quello attuale perchè tutti ci devono guadagnare. Non e’ difficile capire quindi che il pomodorino a 15 euro al kg non lo comprerebbe nessuno e l’intero comparto collasserebbe mentre se lo raccolgono i “migranti” lo puoi vendere a 5 euro al kg ricavandoci un sacco di soldi in tutta la filiera.

Torniamo a quello accennato prima. Che ci guadagna il migrante? Poco, molto poco. Ma per un’indiano stipato con altri 20 in una capanna pugliese (esempio) i 400 euro che guadagna lavorando da schiavo, beh 100 li tiene per se e 300 li spedisce in modo non tracciabile alla famiglia in India che ci campa moglie e figli.

In tutto questo si crea un tipo di economia che da un lato da ai poveri qualcosa che è meglio che niente ma di contro si imbocca un sistema che invita all’evasione fiscale a danno di tutti gli italiani.

Il meccanismo e’ ancora più complicato. Ho letto da qualche parte che i centri di accoglienza ricevono 35 dico 35 euro al giorno per ogni migrante. Al migrante gli danno pochissimi euro e gli altri dove finiscono?

Chi lo sà. Ma forse per questo tutti insieme amorevolmente (governi,ong,imprenditori) guadagnano? Questo e’ essere accoglienti? Questo è esser buoni? Non credo.

Finisco con la mia idea. Io non sono contro l’accoglienza a fatto che al “migrante” sia data una dignità umana. Questo vuol dire un lavoro in regola, una casa, eventuale formazione scolastica per lui e famiglia.

Ma se questo non può o vuole esser fatto allora questa non è accoglienza ma solo schiavitù.

P.S: da sempre leggo buonisti accoglienti ma quando vengo a dire metti un migrante a casa tua sfamalo o semplicemente togliti 50/100 euro da pensione o stipendio per aiutarlo nessuno ha mai risposto.

Italiani tutti buoni ma non mettergli le mani nel portafoglio.