La “moderazione” ed i “ban”, su Internet

Cominciamo con il dire di cosa mi accingo a parlare. Moderare significa per il gestore di un sito che ospita chat/forum/blog la possibilità di inibire o cancellare un messaggio (post) “scomodo” pubblicato da uno dei suoi utenti regolarmente registrato.

Il “ban” significa la completa cancellazione dell’utente a seguito di ripetute moderazioni e quindi come riportato di ripetute violazioni del regolamento di servizio.

Questo è il significato per chi magari non lo conosceva. Detto questo approfondisco l’argomento in quanto anche io su questo blog sono il “moderatore” per gli eventuali commentatori/utenti.

La prima riflessione: se non erro essendo che un blog/chat veicola semplicemente i messaggi dei suoi utenti non è legalmente responsabile di quello che scrivono e si dicono fra di loro gli utenti o dei post che pubblicano quindi punto uno tutte quelle tipologie di siti non dico possono dormire tranquilli fra 2 guanciali ma almeno fra un gianciale e mezzo. Su questo Facebook,Twitter,Instagram docet (insegnano).

Detto questo la moderazione dovrebbe esclusivamente essere applicata nei confronti di quei post che ricadono in pochissime categorie: istigazione all’odio razziale, istigazione a commettere reati, istigazione all’odio religioso, blasfemia,omofobia e pochissime altre categorie che potrebbero fomentare altri lettori dello stesso sito a continuare questo tipo di discussioni che in teoria potrebbero portare a commettere crimini o disordini sociali.

Quindi SOLO in questi casi, malgrado il sito non abbia comunque responsabilità alcuna, il concetto di moderare lo concepisco. In tutti gli altri casi no.

Se tizio litiga anche con toni offensivi con caio (io parlo da gestore e moderatore di questo sito) a me non dovrebbe fregarmene nulla. Se tizio offende caio a me non dovrebbe fregarmene nulla. Il reato è diffamazione ma io come gestore non sono autorità giudiziaria che procedano l’uno o l’altro con denunce penali presso le autorità competenti.

Il discorso che sembra banale non lo è affatto perchè da troppe parti invece si abusa del potere di moderare/bannare.

Su troppi siti spesso i moderatori sono a loro volta utenti ai quali l’admin da i diritti e se ne lava le mani. Parliamo quindi di gente che di etica,giornalismo elettronico,leggi ne sa meno di me. Cosa succede quindi?

Che questi personaggi non capendo il vero significato di “moderare” attuano le loro scelte in base spesso a criteri del tutto personali che non hanno alcuna valenza legale e che non corrispondono al criterio di base non solo di Internet ma della democrazia. La libertà di espressione.

Molte di queste “moderazioni” spesso vengono fatte per semplice antipatia verso un’utente e quanto lo stesso scrive anche se lo stesso esprime un suo punto di vista in modo educato che può non essere condiviso ma che deve comunque essere accettato se non contenente gli abusi citati precedentemente.

Ora se da un lato mi si potrà contestare che ognuno a casa sua fa come vuole dall’altro io dico che Internet è luogo di libera espressione.

Grazie ad esso noi siamo a conoscenza di abusi,suprusi,crimini. Dà voce a dissidenti a persone che contestano governi totalitari, a persone che rivendicano diritti negati da tutte le parti del mondo.

Questo è il senso di libertà che da sempre connota Internet.

Il moderatore come un giudice dovrebbe non solo essere imparziale e non farsi influenzare da simpatie ed antipatie ma conoscere questa regola fondamentale ovvero la libertà di espressione del singolo anche quando quello che dice non è da lui condiviso.

Se caio e sempronio si offendono son problemi loro, se caio dice che la citta X è una schifezza cosa c’è da moderare? Nel primo caso caio e sempronio procedono per vie legali se vogliono, nel secondo anche se non carino affermare certe cose il tutto ricade nella democrazia ovvero nella libertà personale di poter criticare quel che si vuole. Idem se dico che quello stesso sito dove stò a me non garba. E’ una mia libertà dirlo. In questa vita, fortunatamente non sempre si può o si deve compiacere si può anche dissentire.

Se tolgono anche la libertà di esprimere il proprio pensiero allora siamo messi peggio di quei regimi totalitari ove ai giornalisti viene tappata la bocca …si si propio quei regimi totalitari dove non vorremmo vivere.