RRM (Rete Radio Montana)

Perchè questo articolo? Semplice ne scrivo sui forum appositi da anni manifestando educatamente il mio dissenso pur cercando di essere costruttivo i padri fondatori della stessa non perdono occasione di sviare sul tutto o peggio di attaccarmi (ovviamente in modo educato) pubblicamente. Non volendo quindi mettere in imbarazzo altri forum/siti farò qui le mie riflessioni. Non citerò persone,nomi,forum e quanto altro (son più furbo di quanto pensano alcuni) mi limiterò, come sempre, a riflessioni del tutto personali (siamo ancora in democrazia o no? A volte me lo chiedo) ed a fonti che si trovano in rete e di pubblico accesso.

Allora cominciamo a fargli un po di pubblicità (non voluta) ma che serve almeno a dar spunto alle riflessioni. Progetto Rete Radio Montana (RRM)

La Home Page riporta testualmente: ”

La Rete Radio Montana è un progetto nazionale che mira ad incrementare la sicurezza in montagna per mezzo delle comunicazioni radio. Attualmente proponiamo una frequenza radio di libero uso in banda PMR-446 (UHF), unificata a livello nazionale, impiegata per l’interscambio di informazioni di sicurezza tra più persone durante le attività outdoor. La potenzialità della rete è direttamente proporzionale al numero di utenti attivi contemporaneamente in un’area geograficamente ristretta.

La RRM non è un’alternativa alle classiche modalità di allertamento degli organi preposti al soccorso in montagna, bensì è un “di più” per la prevenzione degli incidenti in montagna o in zone boschive, ed eventualmente potrebbe mostrarsi un supporto utile in caso di emergenza nelle fasi di ricerca e successivo soccorso, per avere un collegamento diretto tra l’infortunato e i soccorritori precedentemente allertati.”

Letta così a prima vista si potrebbe dire “bella iniziativa no profit”. Ma bisogna saper leggere.

Comincio con una piccolissima disquisizione tecnica. I PMR sono delle radiotrasmittenti che per legge e sotto pagamento di una tassa annuale di 12 euro ed una richiesta di inizio attività, permettono di comunicare liberamente su 8 canali con una potenza massima di 500mw (mezzo watt) ed un’antenna inamovibile. Operano in UHF sulla frequenza dei 446 Mhz in questo caso in FM analogica.

Chi vi scrive è un radioamatore regolarmente autorizzato dal Ministero dello Sviluppo Economico con patente, nominativo ed Autorizzazione Generale all’uso di radio valida a livello mondiale. Non lo dico per “tirarmela” ma solo per dire che qualcosa (molto poco) ne capisco. Ex CB ed anche ex PMR. Si ne capisco poco ma ho cominciato a far radio 30 anni fa.

Cosa e come funzionano e destinazione d’uso:

Le radio PMR sono (previo quanto su come obblighi di legge) intese per conversazioni private fra piccoli gruppi di utenti ed a brevi distanze. A differenza di altre frequenze sono di libero uso per tutti e permettono di parlare di qualsiasi cosa ovviamente sempre nei limiti dell’educazione e della decenza.

Per farla breve possono e vengono utilizzate fra 4 amici al bar, in escursione, operatori portuali, persone all’interno di una fabbrica, vicini di casa, fidanzatini pucci pucci miao miao, Protezione Civile, gestione/coordinamento di eventi e chi più ne ha più ne metta.

La loro copertura è volutamente a corto raggio e non si appoggia a strutture come ponti ripetitori. Che significa? Che in città puoi coprire 500mt come 1km a seconda dell’altezza, in montagna ed in linea d’aria anche 5/10Km a seconda dell’altezza e degli ostacoli naturali.

Nessun utente e per nessun motivo, se autorizzato, ha una priorità su un’altro. Se un canale è libero lo si può usare a prescindere da tutto sia per roba “seria” che per discorsi da BAR. Questa è la legge. Poi ovviamente, chiunque ha mai fatto radio, sa che se su un canale c’è un servizio o una conversazione è rispettoso aspettare il propio turno, non interrompere il discorso attuale (a meno che di interesse comune) e molto altro. Ma differenziamo nettamente cosa si è autorizzati a fare e quello che invece è il buon senso. Sembra una sfumatura ma non lo è.

Premessa lunga, scusate. Rete? Rete significa per definizione una serie di apparecchiature mobili ma anche INFRASTRUTTURE stabili e fisiche (ponti ripetitori, celle GSM/3G/LTE/connessioni satellitari, link VOIP cioè Internet) tutto questo è esplicitamente VIETATO nel regolamento ministeriale dell’uso dei PMR. Quindi 4/5/100 persone che forse,probabilmente,se capita hanno una radiolina accesa in montagna non sono di sicuro una RETE.

Ovvio lo statuto lo dice “direttamente proporzionale al numero di utenti” ma una rete non può essere basata ESCLUSIVAMENTE su qualche volenteroso che potrebbe esserci in zona.

Tecnicamente potrei dire molto di più del tipo che a poco serve che io a 2000 metri ho un problema parlo con uno a valle col PMR ma neanche lui ha una connessione cellulare per chiamare aiuto che me ne faccio?

Andiamo al sodo. Fatte le premesse si capisce benissimo che non si può sponsorizzare un progetto che sulla carta potrebbe essere lodevole nel modo nel quale lo fanno.

Il messaggio che traspare (i giri di parole li lascio agli altri) è: se ti porti 10 euro di radio in montagna se non prende il cellulare c’è una rete che ti potrebbe dare aiuto.

Questo messaggio è l’ossimoro dell’idea del progetto stesso perchè non c’è ALCUNA CERTEZZA che in caso di emergenza ti ascolti qualcuno. Paradossalmente sponsorizzare questa attività crea più danno che altro perchè le persone meno tecniche pensano di avere l’ancora di salvezza in caso di problemi cosa che assolutamente non è vera.

Ci sono altre 2 riflessioni.

  1. Associazionismo (ora non so se gratuito o meno) sottoposto a regole ferree. Per associarti devi essere maggiorenne o avere delega di un genitore, devi per forza andare in montagna fare outdoor e la rava e la fava.
  2. Non puoi parlare di nulla che non sia inerente la sicurezza in montagna (quindi non puoi chiaccherare con amici escursionisti del più e del meno).
  3. Devi quindi lasciare libero il canale 8 subtono 16 per eventuali emergenze.

Punto 3. Il canale 8 per gli autorizzati è di libero uso per legge. La RRM non ha alcuno priorità d’uso stabilita per legge quindi se 4 amici in montagna parlano di caccia sul canale 8 subtono 16 non commettono alcun illecito a patto che siano autorizzati all’uso di dispositivi PMR.

Non si può quindi velatamente o meno chiedere di rinunciare ad un canale di libero uso per un’iniziativa esclusivamente privata anche se lodevole. Non esiste. Sul canale 8 sbt.16 io posso anche dire “cala la pasta che fra poco arrivo” nessuno lo può proibire.

Il fatto che ci sia un sito, relativamente ben fatto, ove ognuno prima di far l’escursione mette la sua posizione e’ un’altro controsenso. Se sono in emergenza io non riesco ad usare Internet quindi non so se c’è qualcuno che coprirà quella zona. Cosa dovrei fare? Guardare il sito prima di andare in montagna? Ok e se poi mentre io arrivo i 5/10 che hanno finito la loro passeggiata/escursione tornano a casa ed io non ho la possibilità di connettermi ad Internet chi trovo? Nessuno? Nettuno? Marte?

Insomma mi sembra di aver detto tutto. Il progetto è fatto male sia tecnicamente ma sopratutto concepito male, crea volutamente l’illusione di avere un’ancora di salvezza nel caso di emergenze ma non è affatto vero.

Basta anche fitta boscaglia o una collina di 200 metri che con 500mw non ti ascolta nessuno.

Il fatto che qualcuno si sia “sentito” non assicura affatto alcuna copertura e sopratutto come dichiarato a livello nazionale.

Giocare con la sicurezza altrui sol per mettersi in mostra non e’ soltanto disdicevole ma e’ una cosa molto ma molto triste.

Ai posteri l’ardua sentenza.

Saluti,

Pietro IU2 DLC